lunedì 10 settembre 2018

DIVENTARE L'ESPERTO DI UNA GRANDE PENA, LA SUA PENA

DIVENTARE L'ESPERTO DI UNA GRANDE PENA, LA SUA PENA
(da "La donna delle Azzorre" di Romana Petri)
"E' questo il grande pericolo della vita, il dolore che non vogliamo abbandonare. L'ho imparato molto bene guardando molto gli altri. Pare che ognuno non faccia altro che diventare l'esperto di una grande pena, la sua pena. E all'inizio duole come una ferita dove si versa il sale, poi, con il tempo, sembra non sentirla più, ma non è vero, è che ne è invaso, e non se ne accorge perché non ha più spazi sani, è diventato lui stesso quella pena."

domenica 9 settembre 2018

L'INGENUITA' DELLA RETE. IL LATO OSCURO DELLA LIBERTA' DI INTERNET

L'INGENUITA' DELLA RETE. IL LATO OSCURO DELLA LIBERTA' DI INTERNET ( E. Morozov)

Leggendo i primi capitoli del libro di MOROZOV " L'ingenuità della rete- il lato oscuro della libertà di internet" si assiste divertiti alla fiera, appunto, della ingenuità di un decennio or sono quando l'opinione comune era che più rete, più internet, più social avrebbero condotto, con un processo lineare, al diffondersi della democrazia anche nei regimi più dispotici, come se l'uso della rete non potesse essere fatto proprio dagli stessi despoti e come se la democrazia, con tutte le sue fatiche, fosse la naturale aspirazione di massa.
Si ride o sorride amaramente oggi nel periodo dei troll, delle fake news, della manipolazioni della opinione pubblica (lanciare messaggi forti, estraendo dall'opinione pubblica i "sentimenti negativi" -rabbia, paura e aggressività- in modo da "abbassare la guardia" di chi ascolta _ articolo di oggi domenica 9 settembre su #LaStampa a firma di #FabioMartini) attraverso ben studiate strategie di utilizzo dei mezzi di comunicazione sociale.
Ciò che si pensava prodromo della libertà e della democrazia viene in realtà utilizzato - con successo -  per l'esatto opposto scopo: minare la basi della democrazia attraverso la formazione di un consenso di massa per forme di governo illiberali sostenute da un conformismo generalizzato.
Sarebbe divertente se non fosse, conoscendo la Storia, preoccupante.

lunedì 3 settembre 2018

SANCIRE IL FALLIMENTO

SANCIRE IL FALLIMENTO

Ogni lunedì attendo con una certa impazienza l'arrivo, con la posta, del Sole24ore della domenica contenente l'inserto appunto chiamato "domenica". Appena tolto dal resto del giornale il fascicolo atteso, leggo come prima cosa "il breviario" di Gianfranco Ravasi. E non ne sono mai deluso. Anche quando la riflessione stimolata dal Cardinale può essere, quando sincera, dura e dolorosa.
Questa settimana:
"-Coloro che creano non sono ancora coloro che fondano- Sto sfogliando quan e là uno dei discussi Quaderni Neri del filosofo tedesco Martin Heidegger (...) La frase in cui mi sono imbattuto (...) ha invece il taglio di un aforisma nitido che si apre facilmente a una considerazione morale. Infatti, come tutti, anch'io ho incontrato persone di straordinaria genialità e creatività che, però, alla fine hanno generato qualcosa di simile a un magico gioco pirotecnico, ricamato in un cielo tenebroso e capace di illuminarlo solo per alcuni istanti. Poi è ritornato il sudario del buio notturno. Alla fine è stato un "affondare" più che un "fondare". Il costruire in modo stabile, infatti, richiede una costanza paziente, uno scavo tra le pietre ansimando e sudando ogni giorno, fino a erigere un monumento aere perennius, cioè resistente come il bronzo al fluire del tempo, per usare la celebre immagine di Orazio."

domenica 12 agosto 2018

GUIDO GUERRIERI _ PICCOLE AFFINITA'

GUIDO GUERRIERI _ PICCOLE AFFINITA'
(da: Gianrico Carofiglio " Ragionevoli dubbi")
"Comunque è bello qui. Ti piace tenere libri a terra o sei solo un casinista?"
Si riferiva alle pile di libri intorno al divano e in giro per la stanza. Non ci avevo mai pensato, ma dissi di sì, mi piaceva tenerli a terra perché mi facevano compagnia.

giovedì 2 agosto 2018

LA COSTRUZIONE DEL NOSTRO Sé SOCIALE

LA COSTRUZIONE DEL NOSTRO Sé SOCIALE
(Luciano Floridi. LA QUARTA RIVOLUZIONE. Come l'infosfera sta trasformando il mondo)

"Ricordiamoci del fatto che la costruzione del nostro sé sociale (chi le persone pensano che siamo) influenza il modo in cui sviluppiamo le nostre concezioni del sé (chi pensiamo di essere), le quali hanno, a loro volta, una ricaduta sulla formazione della nostra identità personale (chi siamo). Maggiore libertà sul lato sociale significa anche maggiore libertà nel dare forma a se stessi."
(poche righe prima, però)
"In primo luogo, perché anche la presunta naturalezza e autenticità sono prodotti culturali in larga misura costruiti. Ciò che consideriamo naturale è spesso il risultato di una manipolazione umano soltanto meno visibile, come un giardino ben curato."
E' importante sottolineare la sequenza delle frasi (quella sotto prima di quella sopra) per non far dire a Floridi ciò che non vuole dire. Ma il dubbio se quella che crediamo, nella concezione del sé, ciascuno di noi "libertà", non sia in realtà un "giardino ben curato". Tutti noi ci crediamo anticonformisti, controcorrente, coltivatori della parresia.

sabato 9 giugno 2018

SERVE "QUESTA" FINANZA? NO _ Saskia Sassen "ESPULSIONI"

SERVE "QUESTA" FINANZA? NO._
 Saskia Sassen "ESPULSIONI"

L'evento cruciale che portò il sistema finanziario a un momentaneo arresto nel 2008 fu la classica esplosione  di una bolla speculativa: la crisi dei 62mila miliardi di credit default swaps, che esplose nel settembre 2008, a un anno esatto dalla crisi dei mutui ipotecari subprime dell'agosto 2007.
(...)
A sua volta, ciò spinse coloro che avevano acquistato dei credit default swaps come una sorta di assicurazione... a cercare di incassare vendendoli.
Ma i credit default swaps non erano affatto una forma di assicurazione; erano dei derivati, vale a dire che i venditori degli swaps non avevano il capitale occorrente per coprire quegli strumenti, come avrebbero dovuto fare se essi avessero costituito una vera e propria assicurazione. I venditori non avevano previsto né il crollo né il desiderio dei compratori di mettere gli swaps all'incasso.
(...)
I Credit defalut swaps fanno parte del cosiddetto <sistema bancario ombra> . Secondo certi analisti nel momento in cui la crisi esplose tale sistema incideva per il 70% sul volume complessivo delle attività bancarie.
Il sistema bancario ombra non è informale, illegale o clandestino. E' aperto, ma prospera sulla opacità degli investimenti. ( Se i CDS) avessero costituito una vera assicurazione, la legge li avrebbe assoggettati all'obbligo della copertura con riserve di capitale
(...)
Che si sia un'impresa, una famiglia o una nazione, tutti abbiamo bisogno del debito, Ma abbiamo bisogno di un simile livello di debito? Fatto ancora più importante, abbiamo bisogno di strumenti tanto complessi per finanziare i bisogni fondamentali di imprese e famiglie? No. Molti di questi bisogno possono essere soddisfatti dai prestiti bancari tradizionali. La finanza ci serve perché <crea> capitale e può consentire di realizzare indispensabili progetti su larga scala: bonificare discariche tossiche, ecologizzare fonti energetiche, sopperire ai tanti bisogni degli indigenti nei paesi poveri e ricchi. Nell'ultimo ciclo di crescita la finanza non ha fatto nulla del genere. Ha optato per la finanziarizzazione: dei prestiti al consumo e dei mutui ipotecati per l'acquisto di case, dei prestiti agli studenti e delle pensioni, del debito delle amministrazioni comunale e di molto altro ancora. La finanza si è dimostrata aggressiva, invadente ed egoista e, invece di venire regolamentata fermamente, è stata troppo spesso lasciata libera di rischiare i nostri soldi per guadagnare.

sabato 2 giugno 2018

SOSTITUZIONE MODELLI ENERGETICI_ Alberto Clò ENERGIA E CLIMA

SOSTITUZIONE MODELLI ENERGETICI_ Alberto Clò ENERGIA E CLIMA

I processi di sostituzione non sono l'esito automatico dell'evoluzione delle tecnologie, ma, insieme, delle decisioni assunte dai soggetti privati e pubblici. Non vi è alcuno schema obbligato che associ a un'unità di reddito un determinato quantum di energia così come non esiste un unico modello di sviluppo. Sistemi di offerta e di domanda dell'energia co-evolvono in circuiti innovativi che si alimentano l'un l'altro, ove cambiamenti nella domanda di servizi energetici rendono possibili speculari cambiamenti nell'offerta (e viceversa), come emerge dal succedersi delle passate sequenze: dal lavoro umano e animale alle biomasse e legname, al carbone, al petrolio, al metano, al nucleare, alle rinnovabili.
La tesi che si vuol sostenere è che gli scenari energetici almeno nell'arco della prossima generazione possono dirsi sostanzialmente predeterminati dalla path dependence energetica - le scelte future dipendono da quelle passate - sul versante sia dell'offerta che della domanda. I cicli storici di sostituzione delle fonti di energia (...) mostrano che la penetrazione di una nuova fonte richiede un tempo nell'ordine di mezzo secolo per raggiungere su scala mondiale una quota grosso modo di un quinto del complessivo consumo. Che la nuova transizione energetica possa essere altro è possibile ma nondimeno incerto.