domenica 20 settembre 2026

BERNIE SANDERS. CONTRO L'OLIGARCHIA

 BERNIE SANDERS. CONTRO L'OLIGARCHIA- UN LIBRO DA LEGGERE

Ho letto il libro di Bernie Sanders CONTRO L'OLIGARCHIA. A dispetto del titolo non è solo un pamphlet contro i possessori di enormi ricchezze che condizionano pesantemente la vita degli Stati, compromettendo la tenuta democratica - almeno negli Stati che formalmente hanno regimi liberali, con conseguenze forti o devastanti per la conduzione della vita quotidiana di una buona parte della società. Questa parte è presente con una denuncia circostanziata e forte, con affermazioni nette espresse anche in modo semplice (Gli oligarchi ultraricchi non sono brave persone. (come non pensare che ironicamente voglia smentire quel "dont' be evil" espresso ipocriticamente proprio da un pezzo di quel mondo oligarchico) ... E' patetico che gli ultraricchi abbiano accumulato tanti soldi che non riuscirebbero a spenderli in mille vite), e nella accusa è presente una forte chiamata in correo della amministrazione Trump prona agli interessi di quella categoria. 

Sanders può, per l'autorevolezza conquistata nel corso degli anni, essere spietato nei confronti del Partito Democratico: da anni gli viene chiesto come un difensore dei ricchi viene votato da chi subisce quelle scelte economiche e politiche, e risponde che semplicemente Trump ha occupato il vuoto lasciato dal Partito Democratico che ha voltato le spalle ai bisogni e alle sofferenze della classe operaia americana.

Sono valutazioni che sono state riprese da autorevoli commentatori e conoscitori della realtà americana anche in Italia e traslate comprensibilmente alla realtà europea e italiana. 

Niente di nuovo ma, spero, arrivando "inside" al mondo politico progressista, potrebbero essere più efficaci.

C'è una parte, una notevole parte "costruens" nel discorso di Sanders che può essere riassunta nella affermazione: Il principale obiettivo politico dell'establishment (dominato dagli oligarchi) è quello di farvi sentire impotenti. Di farvi credere che è inutile resistere. Che non c'è nulla che possiate fare per cambiare la difficile situazione in cui ci troviamo. Se riescono a farvi sentire così, vinceranno.

Trovo una consonanza forte con un libro che ho molto amato: L'ASSALTO DEI REVANSCISTI di Anrea Rizzi.

Per certi versi, nella denuncia della concentrazione del potere in pochi mani peraltro non statali e opache al controllo politico democratico ci sono echi che rimandano alla MAGNIFICA HUMANITAS di Leone XIV che credo Sanders non conoscesse al momento della scrittura. E' acuto nell'accusare i superricchi di avere la sola religione del denaro - stava forse pensando al distopico messaggio religioso di Peter Thiel?

Ci sono ingenuità, opzioni non realizzabili, volontarismo utopico? Forse. Di sicuro Sanders si mette in gioco, anche fisicamente (con il suo organizzare rallies politici anche faticosi - e lui è giovane dentro, ma ha una bella età). Certo, se lo paragono alla eterea inconcludente inconsistenza della opposizione politica progressista in Italia, con i personaggi apicali che reiterano in loop i soliti refrain, leggere (o ascoltare sui social) Sanders è come prendersi una consolatoria e rinvigorente cucchiaiata di gelato al cioccolato - serve anche quello nella desolazione nella quale siamo immersi

Secondo me Sanders non è ottimista, nel senso che viene spiegato da Byung-chul Han quando questi scrive: "il pensiero sorretto dalla speranza non è ottimista. Al contrario della speranza all'ottimismo manca ogni negatività. L'ottimismo non conosce né il dubbio né la disperazione, la sua essenza è la piatta positività. L'ottimista è convinto chele cose andranno per il meglio... Di contro all'ottimismo, al quale non manca nulla e che non è in cammino, la speranza si presenta come un movimento di ricerca". Ecco per me Sanders ha la speranza. Ha la coscienza della difficoltà della prova, ma ha la speranza (parafrasando Havel che, occorre dire, non attribuisce alla speranza lo stesso significato che, ipotizzo, potrebbe dare Sanders, si potrebbe usare l'incipit della sua poesia: La speranza non è ottimismo / La speranza non è la convinzione che ciò che stiam facendo avrà successo / La speranza è la certezza che ciò che stiamo facendo ha un significato), e questo non arrendersi, costruire un percorso comune, non sentirsi impotenti, per gli oligarchi che, padroni anche della comunicazione di massa e del web ci vorrebbero amebe insoddisfatte alla ricerca di dosi di dopamina persi nei meandri della rete, può essere già una crepa.

Ammiro Sanders per la sua buona passione, la sua forza, la determinazione nel mettere in fila i fatti e non contestare la situazione politica e sociale sulla base di valutazioni campate per aria ma basandosi su elementi concreti che in più di una parte del libro elenca. Sicuramente commetterà errori, farà o ha fatto scelte non indovinate nelle persone che sostiene nelle varie elezioni, ma ha costanza, forza, carisma e la capacità di inserire con semplicità valutazioni morali nella sua lettura dello stato del mondo. 


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