Questo è un libro del 2024 che ho scoperto solo due anni dopo, qualche settimana fa, grazie a Francesco Costa (che ha intervistato l'autrice per Wilson). La vicenda che narra, la guerra coloniale della Russia di Putin contro l'Ucraina, è ancora in atto, poche cose sono cambiate da allora. L'Ucraina incredibilmente non solo resiste ma è ora in grado di colpire nel profondo l'aggressore. L'aggressore, la Russia, applica il terrorismo su larga scala, non più magari con massacri e sevizie direttamente inferte dalle milizie invasore ma con missili balistici non intercettabili. Poco forse è cambiato (e quel poco temo in peggio) nella percezione e nella risposta pubblica nella società Occidentale - vedi ultime affermazioni di persone che si candidano ad assurgere a ruoli apicali nella politica italiana. Quindi il libro rimane per un doppio motivo da leggere (e da me consigliato): il primo che varrà sempre perché parla alle persone su questioni che sono eterne nelle scelte di vita, il secondo perché il tema contingente è vivo ed attuale. Entrambi i motivi acquisiscono valore perché Melandri non si limita a ragionare sulle questione ma basa il suo ragionamento su una conclusione logica che non ha bisogno di molte parole. E' semplice da capire tanto quanto, al contrario, si fa finta da parte di molti di non capire: NO JUSTICE, NO PEACE.
Ho preso e copiato nei miei appunti decine di stralci di questo bellissimo libro (bello anche perché secondo il mio povero giudizio Francesca Melandri scrive benissimo), ma non posso pubblicarli tutti. E allora concludo la mia condivisione di questo libro con le ultime parole che riassumono le tante e scomode domande, le acute riflessioni, il fastidio che sicuramente provoca soprattutto nel mondo di riferimento che per me e Francesca Melandri è lo stesso mondo.
Sento l'importanza di questo stralcio perché rappresenta le domande che poniamo, nella associazione Amici del gabbiano Trezzo alla quale collaboro, da quando abbiamo dato il via alle attività culturali, piccole e povere che siano, per faticare sulla comprensione delle cose del mondo: e io che scelta avrei fatto?
"Come ci comporteremo, se un giorno la guerra smetterà di essere una serie tv e diventerà maledizione di vita vissuta? Che scelte faremo, quando la Storia verrà a rubarci le chiavi di casa? Saremo colui che lusinga i nuovi potenti, o colei che esausta, controvoglia e terrorizzata prende il fucile e difende il giardino di sua madre? Saremo delatori, saremo sostegno per gli altri, saremo ciechi e sordi a tutto tranne che alla nostra personale sopravvivenza? Saremo quelli che sparano a chi scava una fossa, o saremo le madri che nello scantinato di Jahidne sorridevano ai bambini così che riuscissero a disegnare farfalle? Saremo la manicure Iryna che cede il suo posto in auto a una donna incinta, o il soldato che le spara mentre torna a casa in bicicletta? Saremo magnanimi, saremo feroci, saremo quelli che ai feroci danno campo libero restando zitti? Saremo quelli che lasciano spegnere la candela, o sa-remo quelli che la passano accesa?"
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